Cosa scrivo

[...] Ogni scrittore desidera creare dei capolavori capaci di sopravvivere al tempo che passa, ma pochi ci riescono davvero. Questione di genio, a mio parere, non solo di bravura o di stile.

Scrivere è un “passaggio di consegne”. Ogni scrittore vorrebbe far arrivare il proprio pensiero, qualche volta non solo quello, a un destinatario capace di comprenderne il senso, certamente senza tralasciare la correttezza della forma: questione di equilibrio.  Ho scritto molto di me, fingendo che fosse la storia di altri, alimentando nel lettore la convinzione che io sapessi inventare mondi alternativi… ma, come ho appena detto, lo scrittore si avvale delle illusioni per spacciare spaccati di vita propria, o di altri, in modo che non appaiano troppo scontati, creando così nel pubblico la possibilità di una scelta, fosse anche per un tempo limitato perché, in fondo, un po’ tutti, e un po’ troppo spesso a parer mio, ci sentiamo soli.Non scriviamo di tutto, almeno non io. Magari potessi. Scriviamo prendendo spunto da ciò che ci è più vicino o che, comunque, ci sentiamo sicuri di conoscere. Non possiamo avere la presunzione di condurre le persone che si fidano di noi, o che si avvicinano alle nostre storie anche solo per curiosità, verso mete sconosciute. Abbiamo il dovere di informarci sulla destinazione prima di compiere un viaggio. Anche il fantasy, per quanto possa apparire come il frutto di pura fantasia, prevede un canovaccio che indichi dei riferimenti basilari per la stesura dell’intera trama. Certo, draghi e folletti non si incontrano al mercato, né i giganti frequentano bar, cinema o locali mondani, per questo motivo è importante renderli credibili, leggere ciò che altri, prima di noi, hanno scritto in merito: insomma arrivare a dargli un corpo attraverso il quale non si possa scorgere un mondo posticcio e tutte le sue pietose menzogne.

Sarebbe un peccato, non trovi? Perché scriverne di altre, quando ne siamo già sommersi? [...]

 

 

Tratto da "Puntaspilli e abiti di carta"

GLI EDITI - I ROMANZI

Sono nato nel giorno in cui nostro Signore

s’accorse d'aver creato il caos. Quelli come me sono sfuggiti alla creazione rendendola imperfetta.

Fintanto che il mondo non vede non sa e, finché ignora, inventa…

DOROTHY OZ -  Romanzo - Narrativa Italiana - Patrizia Vittoria Rossi - CdA Edizioni

Dorothy Oz copertina

DOROTHY OZ - La luna sui tacchi di stagnola

 

Primo classificato : "Un libro amico per l'inverno" 2020

“Chi non ha mai ricevuto una lettera, a parer mio, non ha mai conosciuto la forza dirompente delle parole. 

Ho ricevuto migliaia di lettere, alcune scarne, timorose, altre zeppe di vita che trasudava da ogni lemma. C’erano gli “amici”, quelli mai visti né conosciuti che, però, in poche righe, mi donavano il cuore per intero, spesso chiamandomi al loro fianco per battaglie perse o, ancor peggio, ipotizzate e mai iniziate: il coraggio non si sporca d’inchiostro, non sempre almeno. C’erano i “supponenti”, quelli che con un foglio una penna, si sentivano leoni, già, leoni. Erano quelli più confusi ma anche i più insistenti: loro sono quelli che sanno tutto, giudicano tutto e parlano degli altri, quelli che insultano, minacciano, offendono. Ho risposto anche a loro.

C’erano, poi, i protagonisti, quelli che, con me e come me, cercavano di prendere la vita per la sottana, strattonandola quando sembrava tirar dritto senza curarsi di loro. Che fossimo indietro o avanti, rispetto a lei, eravamo tutti sulla stessa strada… e che ci piacesse o no, dovevamo percorrerla.

Ho ricevuto più di una lettera importante, nel corso della vita. Conosco la forza dirompente delle parole...”

Il volume non è in possesso di terzi (rivenditori, pagine web o siti specializzati) pertanto, qualsiasi forma di vendita o prenotazione, supportata da questi canali, non è garantita.L'acquisto delle copie può avvenire solo attraverso CdA,utilizzando il modulo CONTATTI o scrivendo a ac.caffedellearti@gmail.com 

€ 18,00 comprensivo di spese di spedizione

Book-trailer

PUNTASPILLI E ABITI DI CARTA

Ritaglio foto di abiti dalle riviste di moda che entrano in questa casa. È il mio passatempo. Parlo il tanto giusto e ascolto, ma soprattutto osservo.

Sono Berenice Cecioni: Bice, per tutti. Vi prego di risparmiarmi la battuta “… e Bice… che dice?” perché a furia di sentirla mi è venuta l’orticaria!

No, non sono una cantante né un’attrice famosa, non so leggere la musica né scrivere poesie, ancor meno so recitare. Che ci faccio qui? Francamente non lo so nemmeno io, ma di fatto ci sono e se proprio dovessi dirla tutta: qui ci sto dannatamente bene!

PUNTASPILLI E ABITI DI CARTA -  Romanzo - Narrativa Italiana - Patrizia Vittoria Rossi - CdA Edizioni

Opera Letteraria premiata da

CLUB per l'UNESCO

Udine

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Book-trailer

MENTI PERBENE

La presunzione di rendere “sano mentalmente”

un essere nato tale, e successivamente spinto

a modificarsi pur di essere accettato dal branco,

diviene la peggiore delle “prescrizioni mediche”.

MENTI PERBENE -  Raccolta - Narrativa Patrizia Vittoria Rossi - Mario Angelo Carlo Dotti

CdA Edizioni

PRIMO CLASSIFICATO

XI Premio Letterario Nazionale

"GIOVANE HOLDEN"

MENZIONE D'ONORE

GOLDEN BOOKS AWARDS

Book-trailer

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DONNE CHE RACCONTANO LE DONNE

Teseo Editore

GLI INEDITI (o quasi) - I RACCONTI

La scelta di scrivere racconti può apparire come la scorciatoia più comoda per dare corpo a una storia che, negli intrecci di un romanzo, potrebbe risultare difficile da mostrare dettagliatamente o, addirittura, perdersi; non è così!
La struttura del racconto è a sé stante, e questo rende la stesura concisa ma nello stesso tempo chiara e diretta, vincolo fondamentale che lega uno scrittore ai suoi lettori. A causa della brevità, il messaggio e il contenuto debbono essere “confezionati a vista”. Un ingombrante incarto, realizzato con troppe precisazioni o licenze poetiche, rischierebbe di appesantire il “dono” con la conseguente confusione e perdita d'interesse da parte del lettore.

Grazie al racconto breve, una vicenda si può facilmente strutturare, sviluppare e, ancora, se ne può presto “vedere la fine”. Questo tipo di racconto è capace di concedere grandi soddisfazioni; la fantasia deve cedere il passo, comunque, all’intuizione del lettore e non imbeccagli idee “preconfezionate”.
Spero di aver applicato, se non completamente, almeno in parte questa “magica teoria”. Mi vesto di righe, a voi la scelta di adattarle o no alla vostra curiosità e immaginazione.

Legge sul Diritto d'Autore Legge 22.04.1941 n° 633 , G.U. 16.07.1941
Sono protette ai sensi di questa legge le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione. Sono altresì protetti i programmi per elaboratore come opere letterarie ai sensi della Convenzione di Berna sulla protezione delle opere letterarie ed artistiche ratificata e resa esecutiva con legge 20 giugno 1978, n. 399, nonché le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione intellettuale dell'autore.

STORIE DI CAFFÈ IN GRANI

L’indiscutibile piacevolezza di un buon caffè mette, senza ombra di dubbio, tutti d’accordo.

“Storie di caffè in grani” nasce dall’intuizione di considerare la pausa caffè come un momento in cui, nonostante il termine “pausa” indichi una sospensione temporanea di qualsivoglia attività intrapresa, la vita, silenziosamente, continui a scorrere, presentando conti insoluti o intuizioni improvvise proprio in quel particolare lasso di tempo.

Abitudini, tempi, gusto personale, rendono il caffè un compagno di percorso.

Il famoso “Café de Paris”, oggi imitato nel nome e nel luogo, ha ispirato l’autrice per quanto riguarda la scelta del titolo e l’ambientazione in cui trovano spazio, tutte o quasi, le storie dei protagonisti. La Francia diviene così teatro di molte vicissitudini, anche se non di tutte, il luogo non è necessariamente quello di un bar, ma nonostante le diverse sfaccettature dei personaggi, luoghi in cui risiedono, classi sociali da cui provengono, abitudini, desideri o rimpianti, quello del caffè diviene discretamente il filo conduttore per tutti loro.

I protagonisti, in ciascuna narrazione, vivono attimi brevi come un caffè, in cui le riflessioni personali, le attese, l’immaginazione o le tacite richieste, si rivelano pregne di significato; nere come la notte, calde come il nuovo sole, ristrette a causa di un tempo beffardo che corre via velocemente, senza rispettare le pause che i pensieri desiderano spesso come alleate.

Possimamente in E-book

Raccolta di racconti inediti già premiata da

 

- Premio Letterario "A.N.P.S Golfo dei Poeti" 2013

- Premio Letterario Scriviamo Insieme III edizione 2013

- Premio Letterario "Montefiore" IV edizione" 2014

 

PROLOGO

 

Serve pause in tazza, ascoltando discretamente storie profumate d’asfalto. Fa questo lavoro da anni. Ogni giorno, al primo sbuffo della macchina del caffè, sa di essere nel posto giusto. In ogni caffè servito, tra chiacchiere di sottofondo e aromi dispersi in aria, ci sono chilometri di vita, percorsi da anime in viaggio e lasciati distrattamente sul banco, assieme alla mancia e allo scontrino: preziosi attimi per chi, come lui, è capace di coglierne il senso. Elia attribuisce un aroma a ogni storia. Il camionista, per esempio: i suoi silenzi sono grida di stanchezza, in quella pausa si affollano a manciate ricordi e progetti. Tra i sospiri, dosati con parsimonia come lo zucchero, consuma il suo caffè, ringrazia, tira su i pantaloni e l’anima, con un solo gesto, e torna sul suo gigante di lamiera. Loris, il trans, la notte, vende il suo corpo; all'alba, annega l’amarezza in un caffè caldo e molto zuccherato. Sara, la studentessa, consuma il suo caffè velocemente, come fa con la sua storia d’amore. Lea lo preferisce "all’americana". Soffia forte per freddarlo come soffierebbe sui suoi guai, se questo servisse a mandarli via.

Nunzia, di nascosto, cerca sul fondo della tazzina il suo destino. Così è per tutti: in ogni tazza da svuotare c’è una storia, una strada, una vita, un caffè...

Elia offre solo pause in tazza.

da: "Storie di caffè in grani"

Isolina e Artemio hanno scarpe logore e passi senza fretta che usano con parsimonia per raggiungere gli angoli di strada. 
Solo ombre e curiosi al loro seguito...  C’era una volta il grande circo Lothar, e ora non c’è più.  Sulla pelle indossano lo stesso numero di pieghe e di rattoppi che il tendone ostentò con fierezza l’ultima volta che fu issato.  Oggi sono artisti di strada, anziani eroi caduti dal trapezio della vita e risaliti in fretta. Non occorre rete a chi crede di saper volare. Artemio disegna indelebili sorrisi sulle labbra ma nel frattempo offusca gli occhi con lacrime vere. Isolina fa ancora le capriole, con il corpo e l’anima. Un tempo sapeva contorcersi a tal punto da chiudersi in valigia assieme ai sogni. Non partì mai. L’ultima volta dimenticò di riprenderseli, restò un’umile stella senza luce. 
Contano gli anni e i numeri rimasti loro: “Circensi a cielo aperto”. 
La donna, non più giovane, poggia le spalle sulla sagoma scolorita, tiene le braccia più in basso di quanto non facesse anni prima e, come anni prima, si fida di lui. Nasconde nella “posa” la profonda cicatrice sul braccio, sa bene che quella sul cuore è meno esposta. 
Artemio teme i suo tremori mentre maneggia i sei coltelli con paura malcelata. “Lo spettacolo continua” per passione, per scelta, per bisogno.

STELLE FERITE

Audio-racconto

Voce narrante: Valerio D'Ambrosio

 

SARÒ BREVE

Quindici righe per raccontare

“Sarò Breve…” racconta storie di vita quotidiana presentandole come fossero istantanee, incastonandole in una lunghezza massima di circa quindici righe o poco più. Ne consegue, da parte del lettore, un rapido impatto e una facile comprensione. In alcuni casi sono viaggi interiori capaci di definire personalità, conflitti, gioie o dolori dei personaggi, congelandoli tutti in un solo istante e non in tempi più estesi.  

Nessun filo conduttore apparente a legare le storie se non la brevità che concede al lettore, sempre più spesso privo di tempo da dedicare alla lettura, di conoscerne inizio e fine senza dover fare interruzioni. Storie di quindici righe, alcune un po' più lunghe, che permettono anche al lettore più “frettoloso” di accogliere dentro di sé un universo, con tutti i suoi abitanti, in un lasso di tempo apparentemente tanto breve ma che si rivela immediatamente assai più ampio, perché qualcosa di quegli attimi resta e ci accompagna. Sensualità repressa, solitudine cui l'uomo s'avvezza e per cui s'avvizzisce. Lussuria morbosa, follia e quotidianità viste da dentro e da fuori, altalenanti fra il potere soggiogante dell'animalità primigenia e una rassegnata decisione di essere comunque, malgrado tutto, sé stessi, senza compromessi possibili, dovesse costare, per la sola volta che il destino consente, l'estremo atto.

Miracoli, morte, degrado e impulso al riscatto: normalità e scabrosità di temi, dolcezza e stridente truculenza, eppure amore!

Le umane “bruttezze” messe in mostra con l'indifferenza con cui si pone, davanti agli occhi di un visitatore di passaggio, la sofferenza di un Cristo crocefisso in legno lucidato, sono davvero solo i fatti di cronaca sui giornali?

E Gayron, con la sua aria che avvelena senza ammazzare del tutto se non in un determinato e improrogabile momento, è veramente solo un futuro immaginario e così lontano? Eppure anche da un letto d'ospedale, contrassegnato da un numero che ne designa il paziente, come in un catalogo di articoli di vasta produzione, può partire qualcosa che, passando per il cuore, tradisca, sia pure ancora in sordina, la presenza di anime.

  • AMORE INFERNALE 

  • ARCANO

  • ARTISTICAMENTE

  • CENTO PASSI 

  • CHI CI RIPENSA E’ PERDUTO!

  • CIN CIN

  • CINZIA PARLA SEMPRE

  • CRESCENDO.. 

  • DICONO CHE PIOVERA’ 

  • DIETRO LE LENTI 

  • EVA.. 

  • FOGLI(E). 

  • GIOCO DI PENSIERI 

  • IL BARDO 

  • IL BOIA

  • IL BRANCO

  • I COLORI INVISIBILI 

  • IL DONO DI UN SORRISO

  • IL GUARDIANO DEL FARO

  • IL PADRONE DI CASA

  • IL VERDETTO

  • IMPROBABILI COMARI 

  • I TRE MOSCHETTIERI 

  • LA GUERRA DELLE DONNE

  • L’ANATEMA

  • LA NOTTE DELLA RAGIONE.

  • LA PADRONA

  • LA TELA

  • LE CINQUE MUSE

  • L’ODORE DELLA GENTE

  • L’ORIGAMI

  • L’ORIGINE

  • L’OSPITE

  • LUMINOSO BLACKOUT

  • MI DARO’ DEL “LEI"

  • MORSI

  • NATALE CON I TUOI

  • NEL NOME DELL’ESSERE

  • NUDA E MUTA

  • PANE E MARMELLATA

  • PANE, PIACERE, E COSI’ SIA

  • PICCOLI MOMENTI INTIMI 

  • PRESENTAT’ ARM

  • PROSSIMA STAZIONE… SENZA FERMATE

  • SCANDALOSA SENSIBILITA’ 

  • “SCARPE ROSSE”

  • SENZA INIBIZIONI

  • SOLO 125 GRAMMI 

  • SPECCHIO DELLA VITA

  • SPORCHI

  • STELLE FERITE

  • STORIE DA BAR

  • TI TENGO

  • UN UOMO D’ISTINTO

  • VITA CHE SPORCA

  • VOLERE È POTERE

  • …Poco più di quindici per raccontare

  • (DI)SPREZZO, (DIS)PREZZO

  • ELSA DELLA TERRA

  • FIORE DI QUERCIA

  • LETTO TRENTADUE

  • L'ORLO TRA LA TERRA E IL CIELO

  • OJON

  • STORIE SENZA MANTELLO

  • ZERO: CALCOLI ELEMENTARI

A te, chiunque tu sia,

e alla tua storia nascosta tra le righe di altre storie scritte.

Simile a molte, ma mai uguale a nessuna.

Unica e irripetibile, come nessuno scrittore potrebbe raccontare,

come solo la vita ha diritto di firmare a tuo nome.

A “TE”,

che mi hai concesso di possedere l’Universo,

dopo averlo desiderato da sempre,

permettendomi di contenerlo tutto in questo progetto.